A tutti i comandi zona. 24 aprile 1945

Comunicasi il seguente telegramma: ALDO DICE 26 x 1 Stop

Nemico in crisi finale Stop Applicate piano E 27 Stop Capi nemici et dirigenti fascisti in fuga Stop Fermate tutte macchine et controllate rigorosamente passeggeri trattenendo persone sospette Stop Comandi zona interessati abbiano massima cura assicurare viabilità forze alleate su strade Genova-Torino et Piacenza-Torino Stop

Il libro ritrovato

Giorgio Galli, «Hitler e il nazismo magico»



È sempre stata un vezzo, soprattutto a sinistra, la sufficienza verso storici e studiosi che si occupano di esoterismo e occultismo. Si occupano, badate bene, non praticano, ché allora qualche motivo di scetticismo diverrebbe certamente più comprensibile. Qualcuno ha detto (non so chi, poiché la vecchiaia nei confronti della memoria è oltraggiosa) che «per la storia, non importa che noi ci crediamo, importa che loro, gli esoteristi, ci credano».

E, come dimostra in questo famoso saggio lo storico Giorgio Galli, diversi gerarchi nazisti, Hitler in testa, nell’occulto ci credevano, eccome.

È noto come il dittatore amasse circondarsi di indovini per prendere le sue più importanti decisioni belliche. È altresì noto che una previsione sbagliata costò ad alcuni di essi l’internamento nei campi di prigionia e sterminio.

Si sa anche che Himmler, convinto di essere la reincarnazione del re germanico Enrico l’Uccellatore (vissuto tra il IX e il X secolo, colui che aveva posto le basi del Sacro Romano Impero, così chiamato per la sua passione per la caccia con il falcone), strutturò le SS secondo un rigido codice che faceva riferimento a regole esoteriche, con tanto di cerimonie di iniziazione, giuramenti e quant’altro.

Si sa, inoltre, che diversi gerarchi nazisti furono assidui di una associazione antisemita e razzista a carattere esoterico: la Thule.

Sono noti, grazie a seri studi storici ma anche a film di cassetta (come la serie di Indiana Jones) o volumi di studiosi più o meno affidabili (perlopiù di origine massonica), i tentativi, anche con vere e proprie spedizioni in Tibet e in altri luoghi del pianeta, di ritrovare cimeli (primo fra tutti il Graal) a cui si attribuiva la capacità di trasmettere particolari doti di longevità e potere a chi ne fosse venuto in possesso.

Si conosce infine l’interesse di alcuni dei gerarchi meno inclini all’esoterismo e decisamente pragmatici, come Goebbels e Göring verso strane tematiche come, rispettivamente, la teoria della “terra cava” e le profezie di Nostradamus.

Alla luce di queste notizie certe, siamo ancora in grado di fare gli schizzinosi verso la componente esoterica della storia?


Un aspetto caratterizzante del libro di Galli è l’interpretazione che lo storico dà dell’ancora controverso viaggio di Hess, il delfino di Hitler, in Inghilterra.

Il 10 maggio del 1941 Hess vola in Scozia, da solo, per raggiungere il castello del duca di Hamilton (considerato un fautore del dialogo con il Terzo Reich) nel Lanarkshire. Catturato dopo essersi paracadutato, il dirigente nazista viene sottoposto a interrogatorio. Le spiegazioni sia inglesi sia tedesche dell’iniziativa del gerarca si rifanno a problemi di stress e di pazzia.

Ma Hess, che pagherà la sua impresa con il carcere a vita, non è pazzo, e probabilmente è latore di proposte da parte di Hitler e forse, come spiega Galli, in tutto questo c’entrano l’interpretazione che vede una parentela d’origine tra inglesi e tedeschi che li mette entrambi al culmine della gerarchia razziale e la comunanza di intenti tra associazioni esoteriche dei due paesi. E probabilmente c’entra anche la vicinanza dell’Operazione Barbarossa (l’invasione nazista dell’Unione Sovietica, programmata per il 15 maggio, ma poi rinviata, anche a causa di un colpo di Stato antitedesco a Belgrado, al 22 giugno di quello stesso anno).

Non vi sembra che così il volo verso la «perfida Albione» assuma caratteri di estrema ragionevolezza?


Ciò detto val la pena ribadire che Galli non spiega la storia con l’esoterismo, afferma, piuttosto che anche gli esoteristi hanno fatto e fanno parte della storia, in modo meno evidente, ma non ininfluente.

Per dirla con parole sue: «[la mia posizione] è quella di uno storico e di un politologo il quale ritiene che la cultura esoterica si intrecci con le discipline che pratica in misura maggiore di quanto sia stato sinora valutato dalla storiografia e dalla scienza politica».

Un’opinione interessante, specie per coloro che, attenti allo studio della struttura economica, spesso si dimenticano del peso che le sovrastrutture ideologiche hanno sul corso della nostra vita e della storia umana.


Planchet




Giorgio Galli, Hitler e il nazismo magico. Le componenti esoteriche del Reich millenario, Rizzoli, Milano 1989